Chiunque noti un'infestazione di tripidi sulle proprie piante si concentra solitamente d'istinto sulle foglie. Lì sono visibili le tracce argentee causate dalla suzione e le minuscole larve. Tuttavia, la vera centrale operativa dell'infestazione si trova spesso nascosta: i tripidi nel terreno rappresentano una delle sfide più grandi nella lotta contro i parassiti. Mentre gli stadi che si nutrono causano danni sulla pianta, molte specie si ritirano nel substrato per impuparsi. Senza un trattamento mirato del suolo, ogni intervento sulle foglie rimane solo un successo temporaneo, poiché nuove generazioni continuano a schiudersi dal terreno. In questo articolo analizziamo il contesto scientifico degli stadi che vivono nel suolo e mostriamo come interrompere il circolo vizioso nel substrato.
Le informazioni più importanti in sintesi
- Ciclo vitale nel suolo: Gli stadi di pre-pupa e pupa avvengono nel substrato per la maggior parte delle specie di tripidi (ad es. Frankliniella occidentalis) [1].
- La regola dei 2 cm: La maggior parte delle pupe di tripide si trova nei primi 2 centimetri di terreno [4].
- Antagonisti biologici: I nematodi (Steinernema feltiae) e gli acari predatori del suolo (Hypoaspis miles) sono le armi più efficaci contro i tripidi nel terreno [2][5].
- Influenza del substrato: L'umidità e la porosità del terreno (torba vs. cocco) influenzano massicciamente il tasso di sopravvivenza delle pupe [3].

L'impupamento nel substrato: perché i tripidi vanno nel terreno
Il ciclo vitale dei tripidi, in particolare del tripide californiano (Frankliniella occidentalis) e del tripide del tabacco (Thrips tabaci), è complesso e comprende sei stadi: uovo, due stadi larvali, pre-pupa, pupa e l'individuo adulto. Un punto di svolta decisivo si verifica quando le larve del secondo stadio terminano la loro attività trofica. Si lasciano cadere dalla pianta al suolo o scendono attivamente lungo il fusto per cercare protezione nel substrato [1][2].
Nel terreno si trasformano in pre-pupe e successivamente in vere e proprie pupe. Questi stadi non si nutrono e sono relativamente immobili. Il terreno offre loro protezione dai predatori che pattugliano le foglie, nonché dalla disidratazione e da molti insetticidi di contatto che bagnano solo le superfici fogliari. Le indagini scientifiche mostrano che questa permanenza nel suolo dura tra i 3 e i 5 giorni a seconda della temperatura [2]. Se i tripidi nel terreno vengono ignorati, il substrato funge da serbatoio dal quale emergono continuamente nuovi adulti affamati per ricolonizzare la pianta.
La zona dei primi 2 centimetri: dove si concentrano le pupe di tripide
Per una lotta efficace è importante sapere quanto in profondità i tripidi penetrano nel terreno. Gli studi di Deligeorgidis e Ipsilandis (2004) hanno rilevato che la distribuzione verticale delle pupe nel terreno delle serre non è uniforme. La stragrande maggioranza degli individui si trattiene nello strato superficiale [4].
Distribuzione verticale nel dettaglio
Le analisi mostrano che oltre il 90% delle pupe si trova a una profondità compresa tra 0 e 2 cm. Solo una percentuale molto ridotta penetra oltre i 5 cm. Ciò ha conseguenze dirette sulla strategia di lotta: una lavorazione superficiale o l'applicazione mirata di insetti utili in questa zona promette il massimo successo. I tripidi nel terreno utilizzano cavità naturali e pori nel substrato per nascondersi. Nei terreni molto compatti rimangono ancora più vicini alla superficie, mentre in substrati sciolti e porosi come la corteccia grossolana possono scendere leggermente più in profondità [4].
Nota importante sulla profondità
Poiché le pupe si trovano così vicino alla superficie, anche la rimozione cauta dei primi 2-3 cm di terreno e la loro sostituzione con substrato fresco può ridurre significativamente la pressione dell'infestazione. Tuttavia, questa dovrebbe essere considerata solo come una misura complementare ai prodotti biologici.

Fisica del substrato: come torba, cocco e corteccia influenzano la sopravvivenza
Non tutti i tipi di terreno sono ugualmente attraenti per i tripidi. Le proprietà fisiche del substrato giocano un ruolo decisivo per la mortalità durante l'impupamento. Ansari et al. (2007) hanno esaminato i tassi di sopravvivenza delle pupe di WFT in diversi mezzi, riscontrando differenze significative [3].
- Substrati a base di torba: Qui è stata osservata una moderata mortalità naturale. La struttura fine offre una buona protezione, ma in caso di saturazione elevata può portare a carenza di ossigeno, il che stressa le pupe [3].
- Fibra di cocco (Coir): Nei substrati di cocco la mortalità naturale è spesso più elevata (fino al 31,5%), il che è probabilmente riconducibile alla specifica capacità di ritenzione idrica e alla struttura [3].
- Pacciame di corteccia/corteccia: Nei substrati di corteccia grossolana il tasso di sopravvivenza è il più alto (mortalità minima di circa il 12%), poiché le grandi cavità offrono nascondigli ideali e garantiscono una buona aerazione [3].
Inoltre, l'umidità del terreno influenza notevolmente i tripidi. Un terreno molto bagnato aumenta la mortalità per soffocamento, mentre un'umidità moderata ne accelera lo sviluppo. È interessante notare che i nematodi entomopatogeni sono decisamente più mobili ed efficaci nei substrati umidi, un aspetto da considerare nella scelta del metodo di lotta [2].

Lotta biologica: nematodi e acari predatori come polizia del suolo
Poiché gli insetticidi chimici nel terreno spesso agiscono poco o possono danneggiare l'apparato radicale, l'impiego di antagonisti biologici (BCA) rappresenta lo standard di riferimento contro i tripidi nel terreno. In questo ambito, l'attenzione si concentra su due gruppi: nematodi e acari predatori.
Steinernema feltiae: i cacciatori specializzati
I nematodi entomopatogeni della specie Steinernema feltiae sono minuscoli vermi cilindrici che cercano attivamente le pupe di tripide nel terreno. Penetrano nella pupa attraverso le aperture corporee e rilasciano un batterio che uccide l'ospite nel giro di pochi giorni. Studi recenti di Summerfield (2024) dimostrano che S. feltiae è particolarmente efficace contro il tripide della cipolla (Thrips tabaci), con tassi di mortalità nei test di laboratorio nettamente superiori a quelli riscontrati per il tripide californiano [2]. Per un'azione ottimale, dopo l'applicazione il terreno deve essere mantenuto umido (ma non zuppo) per diversi giorni, affinché i nematodi possano nuotare nel velo d'acqua tra le particelle del suolo.
Hypoaspis miles (Stratiolaelaps scimitus)
Questo acaro predatore del suolo è un generalista che si nutre di larve di moscerino dei funghi, acari e, appunto, pupe di tripide. A differenza dei nematodi, che vengono impiegati maggiormente in caso di infestazione acuta, Hypoaspis è ideale per un insediamento preventivo nel substrato. Pattugliano lo strato superficiale del terreno e mangiano le larve che si spostano nel suolo per impuparsi [5].
Consiglio dell'esperto: sfruttare la combinazione
Ricerche scientifiche di Saito e Brownbridge (2016) confermano che gli acari predatori terricoli e i funghi entomopatogeni o i nematodi spesso si completano bene a vicenda. Una strategia combinata copre diverse nicchie nel substrato e aumenta l'efficacia complessiva della lotta [5].
Funghi entomopatogeni: Beauveria bassiana in azione
Oltre agli insetti utili, contro i tripidi nel terreno si possono utilizzare anche biopesticidi microbici. Il fungo Beauveria bassiana (ceppo GHA) è particolarmente rilevante in questo contesto. Le spore del fungo aderiscono alla superficie corporea delle larve o delle pupe di tripide, germinano e penetrano nell'esoscheletro [2].
Nei test di laboratorio è stato dimostrato che B. bassiana mostra un'efficacia paragonabile sia contro T. tabaci che contro F. occidentalis, a condizione che la concentrazione di spore sia sufficientemente elevata [2]. Un vantaggio dell'applicazione fungina nel terreno è la persistenza: in un ambiente protetto come il substrato, le spore possono sopravvivere più a lungo rispetto alle foglie esposte ai raggi UV. Tuttavia, l'azione è spesso più lenta rispetto ai nematodi, motivo per cui i preparati fungini vengono utilizzati frequentemente come parte di un programma di lotta integrata (IPM).
Misure preventive e gestione del suolo
Per evitare che i tripidi possano utilizzare il terreno come vivaio, esistono metodi meccanici e colturali:
- Copertura del substrato: Uno strato di sabbia fine o di apposito tessuto non tessuto può rendere difficile alle larve penetrare nel terreno.
- Trappole adesive blu vicino al suolo: Mentre le trappole gialle attirano maggiormente i moscerini dei funghi, quelle blu sono più attraenti per i tripidi. Se posizionate appena sopra la superficie del terreno, catturano gli adulti appena sfarfallati prima che possano deporre le uova sulle foglie.
- Igiene durante il rinvaso: I tripidi possono svernare sotto forma di pupe nel terreno usato [3]. Pertanto, in caso di infestazione, non riutilizzare mai il vecchio terriccio per nuove piante.
Domande frequenti (FAQ)
I tripidi possono vivere stabilmente nel terreno?
No, la maggior parte delle specie di tripidi dannosi utilizza il terreno solo per gli stadi di pre-pupa e pupa. Gli stadi che si nutrono (larve e adulti) necessitano del tessuto vegetale sopra il terreno per alimentarsi.
Quali nematodi aiutano meglio contro i tripidi nel terreno?
La specie Steinernema feltiae è considerata particolarmente efficace contro gli stadi terricoli dei tripidi, poiché cerca attivamente le pupe nel substrato e le infetta.
Come riconosco le pupe di tripide nel terreno?
A occhio nudo sono quasi impossibili da individuare. Sono minuscoli, circa 1 mm, di colore da giallo pallido a biancastro e si muovono a malapena. Solitamente si annidano nei primi 2 cm di substrato.
È utile annaffiare la pianta dal basso?
Annaffiare dal basso mantiene più asciutto lo strato superficiale del terreno, il che può peggiorare le condizioni per l'impupamento. Tuttavia, i rimedi biologici come i nematodi necessitano di umidità per essere efficaci.
Conclusione
I tripidi nel terreno rappresentano il pericolo invisibile per ogni coltivazione in casa e in serra. Chi tratta solo le foglie combatte semplicemente i sintomi, non la causa. La scoperta scientifica che quasi tutte le pupe si concentrano nello strato superficiale di 2 cm ci permette però una lotta mirata. Grazie all'impiego di nematodi Steinernema feltiae e alla gestione mirata dell'umidità del substrato, è possibile estirpare la popolazione alla radice. Combini questo trattamento del suolo con trappole adesive blu e un'accurata pulizia delle foglie per porre fine in modo duraturo all'infestazione da tripidi. Non aspetti che la generazione successiva si schiuda: inizi oggi stesso il risanamento del Suo substrato!
Fonti
- EPPO Standard on Diagnostics: PM 7/011 (2) Frankliniella occidentalis.
- Summerfield, A. et al. (2024): Laboratory Investigations on the Potential Efficacy of Biological Control Agents on Two Thrips Species. Insects 15(6).
- Ansari, M.A. et al. (2007): Control of western flower thrips pupae with Metarhizium anisopliae in growing media. Biological Control 40.
- Deligeorgidis, P.N. & Ipsilandis, C.G. (2004): Determination of soil depth inhabited by Frankliniella occidentalis and Thrips tabaci. Journal of Applied Entomology 128.
- Saito, T. & Brownbridge, M. (2016): Compatibility of soil-dwelling predators and microbial agents. Biological Control 92.
- Julius-Kühn-Archiv (2018): 61. Deutsche Pflanzenschutztagung - Kurzfassungen der Vorträge.